Migliore banca per aprire il conto corrente

Qual è la migliore banca italiana per aprire il conto corrente?
A questa domanda non esiste una sola risposta perché se cerchiamo la migliore banche per buoni dati di bilancio e solidità finanziaria attualmente al primo posto c’è Intesa-SanPaolo . Seguita da Unicredit.
Se invece guardiamo a innovazione tecnologica Widiba la banca online del Monte Paschi di Siena è quella più innovativa .
Se rimaniamo tra le banche online Fineco perché è la prima banca italiana.
Non solo perché ha iniziato la sua attività a metà degli anni 90, ma anche perchè è la banca online con il maggior numero di correntisti.
Dal punto di vista delle promozioni Hello Bank banca online nata di recente che fa parte del gruppo Bnl-BNP Paribas, attualmente è quella che utilizza più promozioni per attirare nuova clientela.
Se guardiamo i costi Ing Direct, la banca del conto corrente Arancio, è quella più economica, i suoi conti corrente sono a zero spese.

Prima di aprire il conto devi capire quali servizi bancari ti servono, quanto costa  e quali sono i costi del conto corrente, se hai bisogno di una filiale, o ti piace gestire il conto corrente da internet.Attualmente le banche online per costi è semplicità di utilizzo sono da preferire a quelle tradizionali, ma non sempre è così.Inoltre darei un occhiata alle offerte delle banche per apertura conto rivolte ai nuovi clienti.
Se ti serve un conto corrente solo per accredito dello stipendio o pensione, e per gestire il denaro, qualsiasi conto corrente delle banche nominate in questo articolo va bene.
Ma attenzione ai costi.

Se invece sei un risparmiatore che cerca un conto per investire i risparmi con il trading online Fineco, Widiba, ma aggiungerei anche Webank vanno bene.
Attenzione ai costi di negoziazione degli strumenti finanziari, tra le tre attualmente Fineco è quella meno conveniente.

Quali sono le prime dieci banche italiane?

Per determinare la classifica delle prime dieci banche italiane possiamo utilizzare la capitalizzazione di Borsa sono:
1) Intesa-SanPaolo.
2) Unicredit.
3) Fineco
4) Ubi.
5) Banca Mediolanum
6) Monte Paschi
7) BPM-BancoPopolare.
8) Banca Generali
9) Bper.
10) Banca Ifis.

A questa lista si deve aggiungere Ing Direct, Deutsche Bank e BNP-Paribas che controlla BNL, Credi Agricolè che controlla Cairparma, ma non sono banche italiane, anche se operano sul nostro territorio.

In quale banca aprire il conto corrente?

Cambiare banca conviene, sono passati i tempi quando si apriva un conto e si rimaneva clienti della stessa banca per decenni.
Oggi la situazione è cambiata e si trovano conti più convenienti di quello che abbiamo grazie alle promozioni delle banche per attirare nuova clientela.
Cambiare banca conviene, ma in quale banca aprire il conto corrente?

Guardare solo la convenienza del conto da qualche tempo non basta più.

Se per la convenienza del conto corrente devi guardare l’indicatore sintetico dei costi che ti dice quando in media di costerà il conto corrente all’anno in base alla tua operatività. Ma solo l’estratto conto ti dirà il costo esatto.
Nella scelta della banca si devono guardare alcuni indicatori patrimoniali.

Numerose banche in Europa sono in difficoltà, così si deve cercare con attenzione l’Istituto di credito dove si vuole aprire il conto corrente.
Ma anche la carta prepagata, perchè se il conto corrente è garantito dal Fondo Interbancario fino a 100mila euro per ogni intestatario del conto, le carte prepagate non hanno nessuna copertura.

Cet1, Texas Ratio, Rating assegnato dalle Agenzie di Rating.

Il principale indicatore che va controllato è il Cet1, i correntisti hanno imparato a conoscere questo indicatore dopo l’introduzione del bail-in, che fa parte delle nuove regole sui salvataggi bancari. Dal 2016 le banche on difficoltà non potranno essere salvate con denaro pubblico.
Ma saranno i privati che dovranno farsi carico delle perdite della banca.
Per privati si intende gli azionisti della banca, gli obbligazionisti delle subordinate, e se non bastasse il contributo di questi investitori potranno pagare i possessori di obbligazioni ordinarie, e infine i correntisti con deposito superiore a 100mila euro, che vedranno sparire una fetta di questi depositi, fino a pagare l’8% delle passività della banca. Questo è quello che potrebbe accadere aisoldi depositati sul conto corrente se una banca fallisce.

Cos’è il Cet1?

Il significato di Cet1 è Common equity tier 1, è il principale parametro per capire quale sia la solidità di una banca, misura il grado di patrimonializzazione.
Questo indicatore è il rapporto tra il capitale disponibile della banca, come capitale azionario e riserve di bilancio, e le attività impiegate sul mercato,come i prestiti, ponderate per il rischio.
Permette di capire quali sono le risorse a disposizione della banca per garantire i prestiti.
Più il Cet1 è alto più la banca è sana.
La Bce attribuisce una soglia minima per ogni paese e per ogni istituto di credito dell’Unione, ad esempio per l’Italia è del 10,5%. Per questo il Cet1 è utile per capire quale banca è più sicura.

Dove trovo il Cet1?

Basta guardare il bilancio delle banca, oppure puoi cercarlo sui siti di informazione che periodicamente rilasciano la tabella con il cet1.
Ricorda che il Cet1 che trovi pubblicato oggi sui siti delle banche riguarda alla situazione della banca di sei mesi fa.
Quindi anche questo indicatore a dei limiti.

Inoltre alcune banche riescono a ottenere un cet1 migliore perché prestano meno soldi. Come le banche online ad esempio. Vedi ad esempio Widiba controllata del Monte Paschi di Siena.
Oppure grazie ad artifici contabili, come l’investimento dei deisti dei correntisti in obbligazioni della banca che li controlla riescono a migliorarlo. Vedi ad esempio Fineco che investe una bella fetta dei depositi in obbligazioni Unicredit. E questa gli corrisponde un tasso più alto di quello dei titoli di Stato. Precisiamo sono pratiche consentite e legali .
Quello che sto cercando di dirti è di guardare il Cet1, ma da solo non basta.